Economia

Debito pubblico italiano torna sotto 2200 euro

Il debito pubblico italiano cala a 2.199,2 miliardi di euro nel mese di luglio 2015. Il dato è stato pubblicato da Bankitalia nel suo ultimo aggiornamento. La diminuzione del debito consiste in 4,5 miliardi di euro rispetto al mese precedente. Tuttavia, da inizio anno il debito registra un incremento di 64,3 miliardi. Nella nota si legge che la diminuzione del debito è stata analoga alle disponibilità liquide del Tesoro a fine luglio. L'avanzo del mese ha contributo a ridurre il debito di 0,5 miliardi, mentre in senso opposto hanno operato la rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione, gli scarti di emissione e il deprezzamento dell'euro.

Pil: Istat, stima terzo trimestre +0,3%

L'Istat ha pubblicato le previsioni macroeconomiche del terzo trimestre 2015. Nella nota l'Istat prevede una crescita del Pil pari a +0,3% nel terzo trimestre di quest'anno. Viene però sottolineato anche il rischio che il recente rallentamento del commercio mondale e della decelerazione delle economie emergenti possano impattare negativamente sulle esportazioni italiane. Si registra un rallentamento degli investimenti mentre il mercato del lavoro appare in miglioramento. 05/09/2015

Il fabbisogno statale sale a 2,2 miliardi di euro nel mese di luglio

Il fabbisogno statale è cresciuto a 2,2 miliardi di euro nel mese di luglio 2015, contro gli 1,62 miliardi di euro del mese di luglio 2014. Il peggioramento è dovuto, secondo il Tesoro, alle operazioni straordinarie di rimborso delle amministrazioni pubbliche. Il dato emerge dal Mef. Nonostante il peggioramento mensile, sul medio periodo si conferma una riduzione del fabbisogno. Nel periodo gennaio-luglio 2015 il fabbisogno dello Stato si attesta a 23,9 miliardi di euro.

Il debito pubblico italiano sale al 135,1% del PIL

Il debito pubblico italiano sale al 135,1% nel primo di trimestre del 2015. Il dato è stato comunicato dall'Eurostat. Complessivamente, il debito pubblico dell'Italia ha registrato un incremento di +3 punti percentuali, uno dei più elevati in Europa. Attualmente l'Italia occupa il secondo posto in Europa per rapporto Debito/PIL, dopo quello della Grecia ( 168,8% ). Complessivamente, in Europa il debito pubblico è salito al 92,9% contro il 92% dell'ultimo trimestre 2014.

La pressione fiscale italiana è al 43,4% del PIL

Il dato è stato presentato in uno studio della Cgia di Mestre. L'Italia si colloca al quinto posto in Europa dopo la Francia ( 47,8% ), il Belgio ( 47,1% ), la Svezia ( 44,5% ) e l'Austria ( 43,7 ). Va però sottolineato che il beneficio percepito dalla spesa pubblica è notevolmente inferiore rispetto a questi ultimi paesi. Nell'Unione europea a 28 paesi la pressione fiscale media è del 40%, circa tre punti percentuali in meno rispetto a quella italiana.

Istat: Pil cresce meno del previsto

Secondo l'ultima rilevazione Istat, la ripresa economica in Italia sta procedendo a un ritmo più contenuto rispetto alle previsioni iniziali. Nel I trimestre del 2015 la crescita del Pil in Italia è stata dello 0,3%. Il livello degli occupati è rimasto sostanzialmente stabile, nonostante la riforma del lavoro ( Job Act ) e la flessibilità in entrata e in uscita sui nuovi posti di lavoro a tutele crescenti. La domanda di lavoro non cresce stabilmente mentre dal mercato del lavoro e delle imprese arrivano segnali contraddittori. Nei prossimi mesi potrebbe pesare sullo sviluppo economico italiano anche la crisi della Grecia nell'Eurozona.

Referendum in Grecia: 54% dei greci verso il NO

Secondo un sondaggio pubblicato su un quotidiano nazionale, oltre la metà dei cittadini greci sarebbe orientato a votare contro gli accordi con l'Eurogruppo. Soltanto il 33% è a favore. 01 / 07 / 2015